KLOSE, CAMPIONE NELLA VITA

Miroslav Klose con la maglia della nazionale tedesca

Un vincente. Basta un aggettivo per descrivere la carriera di Miroslav “Miro” Klose. Campione del mondo nel 2014 con la Germania, vincitore di ben nove trofei con i club in cui ha militato, recordman di gol e di presenze nella nazionale tedesca e miglior marcatore della storia dei Mondiali.

Ma il 27 settembre 2012 Miro decise di dimostrare al mondo di essere campione anche come uomo, e non solo come calciatore. Allo Stadio San Paolo scendono in campo i padroni di casa del Napoli, che affrontano la Lazio di Klose. Sono passati tre minuti di gioco e il risultato è ancora fermo sullo 0-0 quando, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il tedesco segna aiutandosi però con la mano. L’ex giocatore del Bayern Monaco in un primo momento abbozza un’esultanza con i compagni, ma immediatamente si pente e con enorme lealtà verso gli avversari e verso lo sport confessa l’accaduto all’arbitro Luca Banti, che prontamente annulla la rete.

La Lazio perderà poi la partita per tre reti a zero, ma da parte di Klose nessun pentimento per il suo gesto di fair play: “Il pallone mi è finito sulla mano. Per me era la cosa più normale del mondo dirlo all’arbitro. Quel match avrebbe preso un’altra piega se non avessi confessato? Probabilmente sì, ma onestamente non mi interessa”, è la conclusione del tedesco.

Klose nel 2016

L’attaccante tra l’altro non è nuovo a questi gesti. Quando giocava in Bundesliga corresse una decisione arbitrale a lui favorevole. Il 30 aprile del 2005, il bomber, allora al Werder Brema, si rifiutò di accettare un calcio di rigore contro l’Arminia Bielefeld. Il Werder vinse 3-0 e a Klose fu poi assegnato il premio sportività per il suo comportamento.

Campioni si nasce.

“Ho detto all’arbitro che il goal era irregolare perché ci sono molti ragazzi che stanno davanti alla tv, hanno bisogno di esempi”

Miroslav Klose

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora