
Nel corso della sua lunga carriera con la Roma e la nazionale, Daniele De Rossi ci ha mostrato principalmente due lati della sua personalità, un po’ come Dottor Jekyll e Mr Hyde. Una fin troppo istintiva, irruenta, che ha portato talvolta a sgradevoli episodi con protagonisti gomiti e manate, per cui Daniele ha pagato. L’altra, al contrario, sincera e leale, nei confronti della propria squadra, degli avversari e del gioco.
È il 19 marzo 2006, trentesima giornata di campionato, all’Olimpico scendono in campo Messina e Roma, Davide contro Golia. Siamo al 35′ e la Roma è in vantaggio grazie alla rete di Simone Perrotta. Amantino Mancini si incarica di battere una punizione dalla sinistra, la palla messa in mezzo è tesa, perfetta per l’inserimento di “capitan futuro”. Colpo di testa in anticipo sulla difesa e palla in rete. 2-0.
Ma mentre i compagni corrono a festeggiarlo, Daniele non esulta. È pensieroso, sembra indeciso. Nel frattempo, i siciliani protestano, chiedono un fallo di mano all’arbitro Bergonzi, che tuttavia convalida il gol. De Rossi però continua a non esultare, la decisione è presa. Guarda il direttore di gara e gli comunica che ha toccato il pallone con il braccio, il gol viene annullato. Immediate le strette di mano dei messinesi e dell’arbitro. Daniele ha solo 23 anni, ma ha già il cuore da capitano, cosa che diventerà nel 2017 dopo il ritiro dell’altra leggenda del calcio romanista, Francesco Totti.
Per lui arriveranno i complimenti del sindaco di Roma, dell’Associazione Calciatori e dell’UEFA, oltre al premio “Fair Play Internazionale” per la lealtà e la correttezza dimostrate.

Qualche mese dopo, durante i Mondiali del 2006, Daniele sbaglierà, colpirà un avversario con una gomitata e verrà squalificato tre giornate. Chiederà scusa a tutti in lacrime, dai compagni ai tifosi, passando per gli avversari, consapevole che con ogni probabilità il suo Mondiale è già finito alla seconda partita. Una mazzata che avrebbe buttato giù qualsiasi ragazzo di 23 anni. Ma non lui, non Daniele De Rossi, che il 9 luglio del 2006, dopo aver realizzato un rigore nella serie “thriller” contro la Francia, diventerà campione del mondo.
Daniele De Rossi.. si è prima uomini e poi calciatori.
“Però nun m’ammonì”
– Daniele De Rossi all’arbitro Bergonzi dopo aver confessato il gol di mano.









